Il 233° Corso Allievi Agenti della Polizia di Stato entra nella fase conclusiva del percorso formativo.
Dal 2 agosto 2026, gli allievi nei confronti dei quali sarà espresso il giudizio di idoneità al servizio di polizia saranno nominati agenti in prova, con attribuzione delle qualifiche di agente di pubblica sicurezza e agente di polizia giudiziaria.
Il giuramento di fedeltà alla Repubblica dovrà essere celebrato nelle rispettive scuole entro il 5 agosto 2026, mentre il completamento delle attività formative è previsto per il 6 agosto.
Applicazione pratica dal 7 agosto
Dal 7 agosto al 1° dicembre 2026 gli agenti in prova svolgeranno il periodo di applicazione pratica della durata di quattro mesi presso gli uffici e i reparti di assegnazione.
Questa fase costituisce parte integrante del corso di formazione e prevede l’affiancamento del personale neoassegnato a operatori esperti, con l’obiettivo di consolidare sul campo le conoscenze acquisite durante il periodo trascorso nelle scuole.
Gli agenti in prova dovranno essere impiegati in attività coerenti con il loro ruolo, evitando mansioni isolate, monotone o esclusivamente di supporto. Il documento richiama espressamente la necessità di offrire loro tutti gli strumenti utili per il corretto svolgimento dei compiti istituzionali.
Affiancamento e attività di osservazione
Durante l’applicazione pratica, gli agenti in prova saranno affiancati a personale con esperienza e adeguate capacità professionali.
Le strutture di assegnazione dovranno individuare un funzionario responsabile dell’attività di osservazione, chiamato a seguire il percorso del neoagente e a valutarne:
- capacità operative;
- senso di responsabilità;
- affidabilità;
- conoscenza delle attribuzioni;
- qualità personali e relazionali;
- rispetto dei doveri generali e particolari di servizio.
La valutazione dovrà essere continua, documentata e non limitata a singoli episodi, ma riferita all’intero comportamento tenuto nel periodo di applicazione pratica.
Relazione finale e giudizio
Al termine dei quattro mesi, per ciascun agente in prova dovrà essere redatta una relazione finale contenente un giudizio:
- favorevole;
- non favorevole.
Il giudizio dovrà essere adeguatamente motivato e basato su elementi concreti.
In caso di giudizio non favorevole, l’agente in prova potrà essere ammesso, per una sola volta, alla ripetizione del periodo di applicazione pratica, con provvedimento rinnovato per un nuovo quadrimestre. Un ulteriore giudizio negativo potrà determinare la dimissione dal corso e la cessazione del rapporto con l’Amministrazione.
Assenze durante il periodo di applicazione pratica
Le assenze saranno conteggiate ai fini del raggiungimento del limite massimo previsto.
Il documento indica un limite di:
- 50 giorni per le assenze riconducibili ai casi ordinari;
- 75 giorni in caso di infermità contratta durante il corso.
Il superamento dei limiti potrà comportare l’avvio delle procedure previste per il rinvio al corso successivo o per la dimissione, secondo la disciplina vigente.
Fruizione dell’alloggio
Fino alla conclusione del periodo di applicazione pratica, gli agenti in prova sono autorizzati a fruire dell’alloggio secondo quanto previsto dall’articolo 49 del DPR 782/1985, oltre al vitto disciplinato dalle disposizioni vigenti.
Gli adempimenti per uffici, reparti e scuole
Gli uffici e i reparti di assegnazione dovranno:
- garantire un impiego coerente con la valenza formativa del periodo;
- individuare personale esperto per l’affiancamento;
- predisporre le schede di osservazione;
- segnalare tempestivamente eventuali criticità;
- redigere la relazione conclusiva;
- assicurare la collaborazione con le scuole di riferimento.
Le scuole dovranno invece aggiornare le posizioni amministrative degli agenti, raccogliere le valutazioni e attivare le procedure previste in caso di giudizi negativi, superamento dei limiti di assenza o irregolarità disciplinari.
Una fase decisiva del percorso professionale
Il periodo di applicazione pratica rappresenta il passaggio tra la formazione teorica e l’ingresso pieno nei servizi operativi della Polizia di Stato.
Per questo motivo è necessario che gli agenti in prova siano accompagnati con attenzione, impiegati in attività formative reali e messi nelle condizioni di acquisire esperienza, consapevolezza del ruolo e piena conoscenza dei doveri connessi alla funzione.
La FSP Polizia di Stato seguirà con attenzione lo svolgimento della fase applicativa del 233° Corso Allievi Agenti, nell’interesse dei nuovi colleghi e della funzionalità degli uffici.











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