TAVOLO PER LA PREVENZIONE E LA GESTIONE DEL DISAGIO PER IL
PERSONALE DELLA POLIZIA DI STATO
Riunione del 5 maggio 2026
Nel corso del pomeriggio di ieri si è svolta la riunione del “Tavolo per la prevenzione e la gestione del disagio per il personale della Polizia di Stato” – presieduta, come di consueto, dal prefetto Armando Forgione e composta dai responsabili di vertice delle direzioni centrali competenti per materia – nel corso della quale abbiamo analizzato gli esiti delle iniziative già intraprese e tratteggiato quelle future.
Al riguardo abbiamo rilevato che i dati dei questionari anonimi somministrati a seguito di seminari e cicli di formazione ad hoc mostrano un giudizio molto positivo sulle iniziative formative, psicologiche e di supporto già avviate.
Le attività risultano percepite come utili, chiare, coinvolgenti e meritevoli di estensione a livello nazionale.
La priorità, ora, è rafforzare ancora di più una cultura NON giudicante e trasformare le singole iniziative in un sistema permanente, capillare e misurabile di prevenzione del disagio, capace di intercettare precocemente i segnali di rischio e rendere sempre più sinergica l’azione di
psicologi, medici, “pari”, dirigenti e, nella misura possibile, le famiglie.
La principale sfida rimane dunque quella di ridurre lo stigma con una campagna interna permanente per rendere la richiesta di aiuto un comportamento professionale e non un segnale di debolezza.
Vi è, poi, l’urgenza di potenziare gli interventi in questo delicatissimo ambito che è dettata, come vedremo di seguito, da un dato preoccupante.
Circa il 70% dei 1497 colleghi che hanno risposto ad un questionario anonimo, hanno riferito di essere “poco o per nulla” in possesso di una “…formazione sufficiente relativamente all’individuazione dei segnali di disagio e alle strategie di fronteggiamento esistenti …”, mentre il
67% degli intervistati dichiara “…di non conoscere gli strumenti messi a disposizione dall’Amministrazione per poter chiedere aiuto …”.
Questi dati, oggettivamente preoccupanti, unitamente agli altri raccolti in questo ultimo triennio, ci indicano chiaramente la strada da seguire sul piano tecnico-specialistico e programmatico.
- Aumentare il numero dei funzionari tecnici psicologi in modo da assicurare la loro presenza in tutte le questure.
Le statistiche sono chiarissime; nel triennio 2023/2025 oltre 1900 colleghi hanno fruito di
supporto psicologico IN PRESENZA e 451 di quello A DISTANZA attraverso la piattaforma
“Insieme Possiamo”.
Se vogliamo intercettare il bisogno di aiuto dei colleghi dobbiamo quindi incrementare
l’offerta di “spazi di ascolto” in tutte le province e, in misura più capillare, nelle città
metropolitane. - Mantenere costantemente attiva un’adeguata e capillare campagna di informazione sui
rischi connessi alle situazioni di disagio e sugli strumenti approntati dalla nostra
Amministrazione per fronteggiarli. Non annunci spot ma informazione continua. - Trasformare le iniziative già positivamente sperimentate in un modello nazionale
permanente, articolato su tre livelli: prevenzione primaria per tutti, prevenzione secondaria
per chi mostra segnali iniziali di disagio; terziaria per chi ha già manifestato un disagio
significativo.
Prevenzione primaria: formazione, cultura del benessere, normalizzazione della richiesta di
aiuto.
Prevenzione secondaria: colloqui brevi, sportelli psicologici, supporto tra pari, monitoraggio
del clima lavorativo e familiare.
Prevenzione terziaria: presa in carico specialistica, reinserimento lavorativo protetto, followup
dopo eventi critici.








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