COMMISSIONE MEDICA DELL’AMMINISTRAZIONE
DELLA PUBBLICA SICUREZZA DI ROMA:
ESAME CONGIUNTO SULLO SCHEMA DI DECRETO DI ATTIVAZIONE

Si è tenuto ieri, presso la Sala Europa dell’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia, in via Panisperna a Roma, l’esame congiunto sullo schema di decreto recante disposizioni concernenti l’«Attivazione delle Commissioni mediche dell’Amministrazione di Pubblica Sicurezza». Il confronto, presieduto per l’Amministrazione dal Prefetto Mannella, a capo della delegazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, si è svolto con la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali; la delegazione della FSP era composta, fra gli altri, dal Segretario Nazionale Eduardo Dello Iacono rappresentante dell’area della sanità.
In avvio dei lavori, il Direttore Centrale di Sanità, dott.ssa Moschella, ha illustrato il progetto dell’Amministrazione, che prevede l’insediamento della Commissione medica A.P.S. di Roma all’interno del medesimo stabile che ospita la Direzione Centrale di Sanità. A tale scopo — per quanto riferito — risultano già individuati il Presidente e i medici chiamati a comporre il collegio, oltre al personale destinato agli adempimenti amministrativi. Unitamente al piano di recupero già avviato con l’invio di diversi medici presso le Commissioni Mediche Ospedaliere, dedicati in via esclusiva allo smaltimento dell’arretrato, (circa 18000 pratiche) l’Amministrazione prevede di ricondurre in tempi brevi le giacenze a un livello di ritardo definito «fisiologico e sostenibile».
In premessa abbiamo espresso il nostro convinto compiacimento per la meritoria iniziativa che segna certamente una controtendenza nei confronti dell’immobilismo della precedente gestione. Apprezzamento per aver ascoltato le nostre reiterate richieste e per aver sostenuto una proposta che ha sempre avuto il solo scopo di migliorare le condizioni dei tanti colleghi che, purtroppo, sono costretti a subire l’indecente attesa di 7/8 anni prima di vedere definita la propria pratica sanitaria.
Dopodichè abbiamo anche rappresentato le nostre preoccupazioni per la consistente mole di pratiche arretrate — riconoscimenti della dipendenza da causa di servizio, pensioni privilegiate e istanze di equo indennizzo — la cui mancata definizione in tempi ragionevoli si ripercuote pesantemente sulle condizioni economiche di migliaia di poliziotte e poliziotti e sulle loro famiglie, con conseguenze tanto più gravi nei casi di prematura scomparsa dell’avente diritto.

A tre anni dall’attivazione delle Commissioni mediche A.P.S. di Napoli e Firenze può oggi affermarsi che, superate alcune fisiologiche difficoltà di avvio, che abbiamo comunque chiesto di migliorare in questa sede, quelle strutture hanno effettivamente decongestionato l’attività delle Commissioni Mediche Ospedaliere dei Dipartimenti militari. Su queste basi abbiamo espresso il nostro convinto assenso al progetto di aprire una Commissione anche a Roma, la cui competenza territoriale è destinata a incidere su tutte le province della regione Lazio e sulle altre regioni a questa riferite.
Sul piano tecnico, in occasione del primo esame congiunto sulla materia era stata sollecitata una precisa modifica dell’art. 4, comma 1, dello schema di decreto, volta a chiarire che le pratiche per le quali si fosse già proceduto alla convocazione del collega interessato restassero in carico alle Commissioni Mediche Ospedaliere per non far perdere altro tempo prezioso ai colleghi mentre le restanti fossero demandate alle costituende Commissioni A.P.S.: osservazione poi effettivamente recepita in sede di perfezionamento del provvedimento. Permane tuttavia una criticità di rilievo: né a Napoli né a Firenze risulta essere stato adottato il criterio di trattare prioritariamente le istanze più risalenti rispetto a quelle sopravvenute dopo l’istituzione delle due Commissioni, con la conseguenza di sperequazioni difficilmente accettabili tra gli aventi diritto, su cui abbiamo chiesto un impegno dell’amministrazione.

Abbiamo inoltre ribadito l’auspicio che si proceda all’apertura di ulteriori Commissioni A.P.S. sul territorio soprattutto laddove si registrano criticità a condizione che siano assicurate le necessarie risorse umane, finanziarie, come un congruo aumento del monte ore straordinario, strumentali individuando anche locali idonei, dando priorità ai capoluoghi già in grado di garantirne la piena operatività, tra i quali, a titolo di esempio, Palermo.

Al fine di evitare l’effetto “collo di bottiglia”, il tavolo ha unanimemente sollecitato un significativo rafforzamento di personale in favore dell’Ufficio VII – Pensioni e previdenza della Direzione Centrale per i servizi di Ragioneria, presso il quale confluiscono e trovano concreta definizione, a beneficio dei colleghi, tutte le istanze lavorate dalle CMO e dalla istituenda CM.
Restiamo ora in attesa del testo dello schema di decreto riveduto alla luce delle osservazioni formulate, nonché della convenzione tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco pure interessato alla istituenda Commissione medica in oggetto.
Continueremo a seguire con attenzione ogni fase dell’iter, affinché all’impianto del provvedimento corrispondano tempi certi e una tutela effettiva dei diritti del personale tutto, sia in servizio che prossimo alla quiescenza.

Roma, 29 luglio 2026

Il comunicato in pdf