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	<title>editoriale Archivi - FSP Polizia di Stato</title>
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	<description>Sempre dalla parte dei poliziotti</description>
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	<title>editoriale Archivi - FSP Polizia di Stato</title>
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		<title>L’autorevolezza della funzione e la Dignità del Dovere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 09:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’autorevolezza della funzione e la Dignità del Dovere Care Colleghe, Cari Colleghi, è con un senso di profonda amarezza e un&#8217;inevitabile indignazione che dobbiamo, ancora una volta, intervenire laddove l’ennesima delirante e forse “scenica” trovata profila una nuova assurda aggressione alla funzione, e con essa all’onore, della Polizia di Stato. “Police Abolition” l’evento organizzato dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L’autorevolezza della funzione e la Dignità del Dovere</h2>
<p>Care Colleghe, Cari Colleghi,</p>
<p>è con un senso di profonda amarezza e un&#8217;inevitabile indignazione che dobbiamo, ancora una volta, intervenire laddove l’ennesima delirante e forse “scenica” trovata profila una nuova assurda aggressione alla funzione, e con essa all’onore, della Polizia di Stato.</p>
<p><strong>“Police Abolition</strong>” l’evento organizzato dal <strong>centro sociale Foa Boccaccio a Monza</strong>, dove si dovrebbe illustrare come ‘<strong>istituire una società senza la polizia</strong>’ ha tutte le caratteristiche dell’assurdo perché, se pur si volesse escludere l’ipotesi della dichiarata pura avversione per una delle Istituzioni più amate dagli italiani, rimarrebbe comunque la <strong>visione totalmente miope e “ignorante”</strong> rispetto all’impossibilità, purtroppo, che la democrazia possa sopravvivere se venisse meno una delle colonne su cui poggia.</p>
<p>La verità è che queste boutade travestite da “disegni politici all’avanguardia” sono solo l’espressione del vuoto assoluto che riempie di sé personaggi in cerca di visibilità che non sono in grado per fornire contributi culturalmente e politicamente significativi. Personaggi che reputiamo alquanto miseri sul piano socio.politico, e che si sforzano di contestare senza riuscirci l’autorevolezza della funzione di un’Istituzione che è un vanto per i Paese, senza avere alcun valido strumento o argomento.</p>
<p>E allora largo a <strong>questa specie di “eresie”</strong> che, in verità, <strong>meriterebbero solamente di essere sepolte sotto la coltre del silenzio</strong> e dell’indifferenza. E se poi credessimo che c’è una parvenza di buona fede dietro a tutto questo diremmo che sì, magari fosse possibile un mondo dove non serve la Polizia, ma sfortunatamente ne siamo lontani anni luce. Rimane infine l’eco di quel pericoloso pensiero sotteso a un’iniziativa così criticabile, un tarlo fastidioso che perpetua un’idea strisciante: la Polizia è qualcosa da abbattere, da spazzare via, da abolire. E questo ci impone di intervenire perché non solo siamo di fronte a un intollerabile insulto per chi indossa quotidianamente l&#8217;uniforme con grande e generoso sacrificio, ma anche ad un attacco alla struttura stessa del nostro Stato di Diritto e alla quiete sociale che con tanta fatica sono le divise a preservare.</p>
<p>Tanta sfrontatezza nel dichiarare una strabordante insofferenza nei confronti della Polizia scopre il fianco a un’altra insuperabile censura, dovuta al fatto che questi brillanti politologi se ne fregano bellamente dei diritti di coloro i quali sono invece il primo pensiero di donne e uomini della Polizia. Vittime indifese di ogni tipo di violenza, o difficoltà, o solitudine, che trovano nella Polizia di Stato l’aiuto di cui hanno bisogno.</p>
<p><strong>Sono i poliziotti a garantire il rispetto della legge, a tutelare i più vulnerabili, a contrastare la criminalità organizzata e diffusa, a rispondere alle chiamate di soccorso in ogni angolo del Paese, dai crimini più efferati alle estorsioni silenziose, dagli abusi sui minori alle calamità naturali.</strong> Le critiche, spesso strumentali e basate su episodi decontestualizzati, non possono in alcun modo offuscare il valore inestimabile dell’impegno di migliaia di poliziotti. <strong>Non siamo noi il problema;</strong> piuttosto, <strong>siamo l&#8217;argine indispensabile</strong> contro le derive di una società complessa, spesso afflitta da problematiche ben più profonde di quelle che ci vengono superficialmente attribuite.</p>
<p>Ecco allora che certe incursioni ideologiche e avventate, pur non meritando una reale azione di confronto nel merito, necessitano però di una presa di posizione chiara e determinata, soprattutto da parte di una classe politica che chiamiamo ad esprimersi senza mezze misure. Non è più tempo per tatticismi o per calcoli di convenienza elettorale. Attaccare le forze dell&#8217;ordine significa minare le basi stesse della legalità, della sicurezza dei cittadini e, in ultima analisi, della democrazia.</p>
<p><strong>Chiediamo</strong> allora con forza <strong>a chi ha la responsabilità di guidare il Paese</strong> di intraprendere <strong>azioni concrete</strong> anche di fronte a queste continue campagne di odio e delegittimazione contro coloro che ogni giorno mettono a rischio la propria vita per la comunità, mettendo contemporaneamente in campo ogni iniziativa per rafforzare l’operatività e garantire che i nostri agenti possano svolgere il loro dovere con la serenità di chi sa di essere pienamente supportato dalle proprie Istituzioni.</p>
<p><strong>La Polizia di Stato non chiede privilegi, ma il rispetto dovuto a chi serve lo Stato</strong>. I poliziotti non cercano elogi superflui, ma la comprensione e il sostegno che derivano dalla consapevolezza del proprio ruolo. Non sia consentito ad alcuno di infangare il nostro operato, di mettere in discussione la nostra presenza, di contestare la nostra missione: servire e proteggere. Tutti, anche i componenti del centro sociale Foa Boccaccio.</p>
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		<title>Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, 30 anni dopo voi ancora il nostro esempio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 13:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[angeli di Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[strage via d'amelio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, 30 anni dopo voi ancora il nostro esempio Volevano farvi fuori e vi hanno reso immortali. Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, 30 anni dopo voi siete ancora il nostro esempio, voi siete ancora la nostra forza, voi siete ancora in nostro coraggio. Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, voi siete il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, 30 anni dopo voi ancora il nostro esempio</h3>
<p><strong>Volevano farvi fuori e vi hanno reso immortali.</strong><br />
<strong>Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter,</strong> 30 anni dopo voi <strong>siete ancora il nostro esempio</strong>, voi siete ancora la nostra forza, voi siete ancora in nostro coraggio.<br />
Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, <strong>voi siete il modello</strong> a cui ogni poliziotto si ispira, sapendo di dover dare il massimo per avvicinarsi a voi.</p>
<p>Era il 19 luglio 1992 a Palermo, quando in via D’Amelio morivano dilaniati dall’esplosivo il giudice Paolo Borsellino e i cinque poliziotti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi e Eddie Walter Cosina.</p>
<p>Era il 19 luglio 1992 quando la mafia continuava sulla strada verso la sconfitta, che arriverà, un giorno, perché tutti gli uomini in divisa, e con essi tuti i cittadini onesti e lo Stato vinceranno, inesorabilmente, implacabilmente, sotto lo sventolio della bandiera rappresentata da Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, e tutti gli altri che, nel silenzio di un lavoro diuturno e tenace, hanno tracciato solchi in cui scorrono come acqua pura quei principi che danno un senso alla vita di donne e uomini, facendoli grandi come gli eroi di via D’Amelio.</p>
<p><strong>Agostino, Vincenzo, Claudio, Emanuela, Walter, grazie. Voi ci siete sempre. Noi siamo qui con voi.</strong></p>
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		<title>Capaci: 23 maggio data simbolo per ogni Vittima in divisa.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 04:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[strage capaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capaci: 23 maggio data simbolo per ogni Vittima in divisa. Oggi come allora solitudine e mancanza di tutele uccidono chi lavora per la legalità. Oggi è uno di quei giorni in cui tutto il resto sembra sbiadire, in occasione di un anniversario che è il simbolo di ogni vittima in divisa che ha versato il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Capaci: 23 maggio data simbolo per ogni Vittima in divisa.</h3>
<p>Oggi come allora solitudine e mancanza di tutele uccidono chi lavora per la legalità.<br />
Oggi è uno di quei giorni in cui tutto il resto sembra sbiadire, in occasione di un anniversario che è il simbolo di ogni vittima in divisa che ha versato il proprio sangue per l’Italia e gli italiani, per principi, valori e idee che, come ci ha insegnato Giovanni Falcone, continuano a camminare sulle gambe di altri uomini. Tanti, troppi nomi assieme a quelli di Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, nomi che esprimono tutti lo stesso immenso valore, che sono esempi da indicare, rimasti vittime della violenza che è sempre uguale anche se cambia nome, e che spesso si sarebbero potuti salvare. Perché 30 anni dopo, e decine di commemorazioni, parate, sfilate e celebrazioni dopo, la mancanza di tutele, la solitudine, l’atteggiamento pilatesco della politica, continuano a uccidere chi lavora per la sicurezza, la legalità, la giustizia. Ma, 30 anni fa, dalla morte di quegli uomini giusti è germogliato un anelito di rinascita e di cambiamento. Anche grazie al loro sacrificio la Polizia di Stato è divenuta sempre migliore. Nutrendosi dei sentimenti autentici che loro hanno insegnato, molte persone hanno capito che una vita libera dalla schiavitù della prepotenza è la sola scelta per cui lottare. E’ necessario continuare a percorrere quella strada per arrivare a un cambiamento vero, profondo, coraggioso, comprendendo che non c’è spazio per alcun compromesso o tentennamento di fronte a sfide come quelle per garantire legalità, sicurezza, giustizia.<br />
Dopo tanto tempo, ancora persino rispetto a quegli eventi così drammatici non tutto è chiaro. Dopo tanto tempo ancora dobbiamo inseguire decisioni e interventi che possano salvare la vita, la salute, la carriera ai nostri colleghi ancora sempre troppo esposti e troppo abbandonati solamente al loro incrollabile senso del dovere, che a volte ne disintegra l’esistenza come fu per la gloriosa scorta di Falcone. Segnali come questi non sono più ammissibili se davvero vogliamo dire di aver imparato dalla tragedia di Capaci e da tutte le altre. Oggi è ancora necessario, proprio come lo sarebbe stato 30 anni fa, che le istituzioni, la politica e qualsiasi espressione dello Stato prendano una posizione netta a sostegno dei servitori del paese, senza se e senza ma, senza ipocrisie e senza codardie, senza tentennamenti e senza scuse. Solo così si adempie veramente al dovere di ricordare quegli eroi, rendendo giustizia alla loro vocazione di proteggere, tutelando chi ne ha seguito le orme in questo lavoro unico, pericoloso e bellissimo.</p>
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		<title>Legge 121, dopo 40 anni guardare ai sacrifici di ieri con la volontà di fare bene oggi e andare più lontano domani. Editoriale di Valter Mazzetti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 04:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[legge 121]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EDITORIALE di Valter Mazzetti Segretario Generale Fsp Polizia di Stato Legge 121, dopo 40 anni guardare ai sacrifici di ieri con la volontà di fare bene oggi e andare più lontano domani Siamo alla vigilia di un anniversario davvero importante, in cui celebriamo un evento epocale, essenza e fulcro della nostra stessa esistenza di organismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>EDITORIALE</h3>
<p>di Valter Mazzetti<br />
Segretario Generale Fsp Polizia di Stato</p>
<h3>Legge 121, dopo 40 anni guardare ai sacrifici di ieri con la volontà di fare bene oggi e andare più lontano domani</h3>
<p>Siamo alla vigilia di un anniversario davvero importante, in cui celebriamo un evento epocale, essenza e fulcro della nostra stessa esistenza di organismo sindacale a tutela dei poliziotti. Ben <strong>40 anni sono trascorsi da quel primo aprile del 1981, che ha suggellato il coronamento di battaglie ed enormi sacrifici di chi ci ha preceduto e che restano indelebili nella memoria di molti di noi</strong>, gettando le basi per una rivoluzione mai sopita, ma tuttora in itinere, che ancora necessita del nostro impegno costante e convinto per procedere nella direzione di una modernizzazione del Corpo, di una sua piena democratizzazione, della ricerca di effettive e concrete pari opportunità rispetto al resto della società nella realizzazione dei diritti dei poliziotti.</p>
<p><strong>I 40 anni trascorsi</strong> da quel primo aprile <strong>ci portano a riflettere sul reale valore del tempo e su quanto esso possa apparire relativo</strong>, laddove non possiamo evitare di evidenziare che, se alcune cose sono nel frattempo ‘sbiadite’ e necessitano di essere recuperate nella memoria, negli intenti, e nelle motivazioni, molte altre devono ancora essere affrontate in maniera piena e reale, quasi come fosse il primo giorno di ‘lotta sindacale’, perché <strong>si persegua caparbiamente il perfezionamento di un processo che è iniziato fra mille difficoltà</strong> e granitici ostruzionismi per ovvie ragioni storico-sociali, <strong>ma oggi andrebbe ripreso e proseguito verso una stagione di diritti ancora negati.</strong></p>
<p>Questo appuntamento ha un’importanza fondamentale sotto un duplice profilo: anzitutto rinnovare e radicare nelle nuove generazioni di poliziotti quel vecchio “spirito di Corpo” che fu alla base di battaglie inimmaginabili per l’epoca, in cui tanti ci misero la faccia e la vita per strappare con sudore e lacrime conquiste che oggi vengono ormai date per scontate. Quell’idem sentire che è alla base dell’impegno di ognuno ma accomuna tutti, nell’interesse di tutti, e per migliorare le condizioni di esistenziali, lavorative e personali di tutti. <strong>E, parallelamente, 40 anni dopo dobbiamo stare qui a rammentare con onestà intellettuale e coraggio cosa ancora c’è da fare, senza abbandonarci ad accomodamenti che ci vedrebbero solo ‘galleggiare’ come foglie opportuniste trascinate dalla corrente.</strong></p>
<p>E’ nostro compito tradurre in gesti concreti l’indignazione per quanto la specificità del nostro lavoro si traduce ancora, di fatto, nell’affievolimento quando non nella negazione di diritti garantiti a tutti gli altri cittadini. E’ nostro dovere lottare perché a tutto questo si contrapponga una tutela rafforzata e ulteriori e diverse forme di partecipazione e di manifestazione delle legittime istanze dei lavoratori in divisa per il tramite di organismi sindacali leali, indipendenti, disinteressati, corretti, giusti. <strong>E’ nostra mission impegnarci prima di ogni altra cosa perché il lavoro di ogni poliziotto, dal primo agente in poi, venga inquadrato come un ruolo di concetto, con il dovuto riconoscimento delle responsabilità civili, penali e amministrative che sono alla base di scelte richieste a ogni operatori in divisa, ma che nessun altro lavoratore si assumerebbe mai nelle stesse sue condizioni.</strong> Spetta ancora a noi, dopo 40 anni, comprendere quanto e cosa fare per portare avanti un testimone scomodo ma indispensabile in questa corsa senza fine sulla strada verso il pieno raggiungimento dei diritti di donne e uomini che vestono l’uniforme. Perché tutto questo si tradurrà, domani, in una Polizia di Stato sempre migliore.</p>
<p>Spetta a noi, e noi siamo qui, come <strong>Fsp Polizia</strong>, convinti come ieri, più forti che mai oggi, sempre più inarrestabili verso il domani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Basta giocare con la vita e il sangue dei poliziotti</title>
		<link>https://www.fsp-polizia.it/basta-giocare-la-vita-sangue-dei-poliziotti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 18:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Basta giocare con la vita e il sangue dei poliziotti Editoriale di Valter Mazzetti Si susseguono inesorabili, da Nord a Sud, casi di aggressioni violente ai danni dei poliziotti impegnati a svolgere i più disparati servizi. Si susseguono gli ottimi risultati, ma anche i ferimenti e i sacrifici dei colleghi che vigilano sulle ferie degli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fsp-polizia.it/basta-giocare-la-vita-sangue-dei-poliziotti/">Basta giocare con la vita e il sangue dei poliziotti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fsp-polizia.it">FSP Polizia di Stato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Basta giocare con la vita e il sangue dei poliziotti</h1>
<h4><em>Editoriale di Valter Mazzetti</em></h4>
<p>Si susseguono inesorabili, da Nord a Sud, casi di<strong> aggressioni violente ai danni dei poliziotti</strong> impegnati a svolgere i più disparati servizi. Si susseguono gli ottimi risultati, ma anche i <strong>ferimenti e i sacrifici dei colleghi</strong> che vigilano sulle ferie degli italiani mentre il<strong> momento storico è dei più complessi</strong>.</p>
<p>E però si susseguono, purtroppo, anche le continue becere <strong>contestazioni nei confronti dell’operato dei collegh</strong>i, <strong>che</strong> in un modo o nell’altro <strong>non fanno altro che tenere fede al proprio dovere</strong>, al proprio servizio, che gli impone di raggiungere un determinato risultato. Circostanze anche simili, che magari si concludono in maniera apparentemente diversa, scatenano ora il solito inutile plauso e i cori di solidarietà, e ora il solito altrettanto inutile massacro politico mediatico, il biasimo, le critiche feroci di soggetti totalmente ignoranti in materia che si ergono ad esperti della sicurezza, e persino gli azzardati giudizi di chi, ricoprendo un determinato ruolo istituzionale, dovrebbe ben comprendere il peso specifico delle proprie parole e insegnare, all’opinione pubblica in primis, che di fronte a certe faccende come minimo è necessario attendere silenziosamente tutti i passaggi formali prima di sbilanciarsi in avventati commenti.</p>
<p><strong>Da un poliziotto si pretende che raggiunga un risultato, qualsiasi siano le circostanze in cui si viene a trovare</strong>. Un risultato difficile da portare a casa, che nessun altro saprebbe portare a casa, eppure il più delle volte gli si contesta il modo in cui lo fa, pur se tutto, nei fatti, è lasciato alla sua capacità di arrangiarsi.</p>
<p>Ogni intervento che un poliziotto affronta ha in sé delle variabili, dei fattori imprevedibili e dei rischi che non consentono di stabilire a priori cosa potrà accadere, né come andrà a finire. Ecco perché anche solo pensare di poter giudicare l’operato di un agente in qualità di spettatori che si limitano a considerare il risultato finale è da sciocchi, oltre che da presuntuosi, e da irresponsabili considerato che è con la professionalità di un Servitore dello Stato che si gioca.</p>
<p>Intervenire si deve, ma senza alzare la voce. Fermare un soggetto violento si deve, ma con gentilezza. Vigilare sulle piazze si deve, ma senza reagire se volano le bombe carta. Fermare e arrestare un soggetto pericoloso si deve, usando la forza sì, ma un ‘tantinello’, sorridendo al passante che riprende col telefonino mentre si schivano le coltellate.</p>
<p><strong>Ma basta con queste ambiguità.</strong></p>
<p><strong>Tutto questo non è più sopportabile.</strong></p>
<p><strong>La verità nuda e cruda è che sarebbe ora di farla finita con atteggiamenti di falso buonismo</strong> che nascondono la totale incapacità di insegnare il rispetto delle regole e, in realtà, portano solo a scatenare avversione contro chi indossa una divisa e fa il proprio dovere.</p>
<p><strong>A svegliarsi deve essere in primis la classe politica</strong> con norme chiare, inequivocabili e dirette a riaffermare che chi non rispetta la legge, chiunque esso sia, è un soggetto che delinque e come tale deve essere fermato e perseguito legalmente. <strong>Ma invece sembra proprio che dalle istituzioni non ci sia più alcun rispetto per</strong> <strong>chi è chiamato,</strong> suo malgrado, <strong>a</strong> doversi “<strong>sporcare le mani</strong>” professionalmente parlando.</p>
<p>È troppo comodo fare i soloni e gli esperti di come si deve affrontare un corpo a corpo stando comodi sulle proprie poltrone in pelle, come se uno che si rifiuta di obbedire a un ordine legittimamente impartito sia l’innocuo personaggio di videogioco… Con il joystick in mano sono tutti esperti di psicologia da strada e delle più elevate arti di difesa personale, ma quando si interviene nella realtà, tutto è diverso.</p>
<p>Venga ribadito con fermezza che chi non rispetta un legittimo ordine dato sta delinquendo e gli agenti sono obbligati, volenti o nolenti, se non ascoltati, a fare uso della forza fisica. O altrimenti, si abbia il coraggio e l’onestà di dire che se qualcuno si rifiuta di obbedire ad un ordine (legittimamente dato) lo si può lasciar fare, con buona pace della gente per bene e degli stessi operatori che, almeno, potranno dormire sonni tranquilli senza il rischio che il loro operato non piaccia a qualche anima bella di Stato che vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca.</p>
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		<item>
		<title>PREVENZIONE E GESTIONE DELLE CAUSE DI DISAGIO. Perché affidarsi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 12:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione cause disagio]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREVENZIONE E GESTIONE DELLE CAUSE DI DISAGIO Perché affidarsi! L’escalation di suicidi degli ultimi mesi ha generato una comprensibile preoccupazione tra i colleghi e lo smarrimento di coloro che hanno vissuto il dramma della perdita di un amico/collega che mai avrebbero creduto capace di un simile gesto. Proprio per cercare di far fronte alle cause [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">PREVENZIONE E GESTIONE DELLE CAUSE DI DISAGIO</h2>
<h2 style="text-align: center;">Perché <span style="color: #0000ff;">af</span><span style="color: #ff0000;">fidarsi</span>!</h2>
<p>L’escalation di suicidi degli ultimi mesi ha generato una comprensibile preoccupazione tra i colleghi e lo smarrimento di coloro che hanno vissuto il dramma della perdita di un amico/collega che mai avrebbero creduto capace di un simile gesto.</p>
<p>Proprio per cercare di far fronte alle cause di disagio che fanno da “fertilizzante” della depressione, ansia e, più in generale, delle alterazioni delle capacità sociali, emotive e relazionali, è stato istituito un apposito “tavolo permanente”.</p>
<p>Lo scopo è quello di predisporre le migliori prassi di approccio al disagio e strutturare i servizi più efficaci, seppur nelle condizioni date.</p>
<p>E poiché “il meglio è spesso nemico del bene” abbiamo sollecitato l’Amministrazione a velocizzare l’adozione delle prime misure concordate.</p>
<p>L’obiettivo condiviso è quello di approntare una rete di sostegno che “agganci” i bisogni del collega sin dal loro primo manifestarsi, lo aiuti ad uscire dal suo “isolamento” e lo accompagni verso il superamento del proprio disagio, senza la paura di incorrere in una intempestiva dichiarazione di non idoneità ai servizi di Polizia.</p>
<p><strong>Per fare ciò è importante che il collega possa <span style="color: #0000ff;">af</span><span style="color: #ff0000;">fidarsi</span> alla propria Amministrazione</strong>.</p>
<p><strong>Un’Amministrazione aperta, responsabile e inclusiva che è parte della nostra mission. </strong></p>
<p><em>In estrema sintesi</em>. <strong>Il “famigerato” art. 48 del Regolamento di Servizio</strong> (che prevede il ritiro tout court di pistola, manette e tesserino per infermità neuro-psichiche) è stato mitigato con la previsione dell’art. 48 bis che dovrà essere approvato al più presto.</p>
<p>Con questo nuovo strumento normativo, in caso di accertato disagio psico-sociale conseguente ai tanti “casi della vita” è disposto, s<strong>ulla base del parere della competente struttura sanitaria</strong>, per un periodo massimo di 90 giorni, il solo ritiro della pistola e l’assegnazione a compiti interni non operativi con il mantenimento del trattamento economico fondamentale ed accessorio.</p>
<p>In questo periodo il collega, oltre a continuare a sentirsi parte integrante della nostra grande famiglia, potrà sottoporsi a mirati percorsi di sostegno alla salute psico-sociale sia presso le nostre strutture sanitarie a ciò deputate o presso centri o scuole di psicoterapia convenzionati. Alla scadenza del provvedimento i nostri sanitari esprimeranno il loro nulla osta alla riconsegna della pistola, salvo che non ricorrano le condizioni di cui all’art. 48.</p>
<p>V’è di più.</p>
<p>Poiché è nostro preciso intendimento quello di intercettare il malessere psicologico prima che diventi sofferenza clinica, nel corso dei lavori del “tavolo permanente sul disagio” è stata condivisa la necessità di approntare “spazi di ascolto” psicologico in grado di offrire un concreto “sostegno di prossimità” immediatamente fruibile anche in “remoto”.</p>
<p>In tale contesto segnaliamo che saranno messe a fattor comune le buone prassi già sperimentate in alcune realtà dove operano psicologi della Polizia di Stato e definiti i protocolli operativi che faranno perno su una “helpline”, grazie alla quale tutti i colleghi potranno rivolgersi ai nostri psicologi anche in forma anonima, nonché “spazi di ascolto virtuali o in presenza”, ubicati presso i sette uffici di coordinamento sanitario e nei 17 uffici provinciali sanitari dove è già presente uno o più psicologi.</p>
<p>Ovviamente la rete di sostegno sopra tratteggiata tiene conto delle risorse di psicologi attualmente disponibili sul territorio e sarà rimpolpata in occasione delle imminenti nuove assunzioni.</p>
<p>Questi primi strumenti di sostegno dovranno accompagnarsi ad una specifica e preventiva campagna di informazione, che dovrà sensibilizzare la dirigenza sull’importanza di tale innovativo approccio al disagio in termini di accoglienza e non di pre-giudizio – intervenendo, ove necessario, anche in materia di organizzazione del lavoro ed inserendo il tema nel corso del consueto aggiornamento professionale – coinvolgere la figura del medico competente e, soprattutto, rassicurare il personale sulle finalità inclusive e di pieno recupero che si intendono perseguire.</p>
<p>La strada, com’è intuibile, è ancora lunga e tortuosa ma non v’è dubbio che i primi passi stiano andando nella direzione giusta.</p>
<p>Il Segretario Generale.</p>
<p><a href="http://www.fsp-polizia.it/wp-content/uploads/2019/10/Lettera-Tavolo-Cause-di-disagio-per-il-personale_compressed.pdf">La lettera </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A furia di parlare alla pancia del Paese &#8230; Editoriale di Valter Mazzetti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 11:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Pancia del paese]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Segretario Generale EDITORIALE &#8230; A furia di parlare alla pancia del Paese &#8230;.. Assistiamo, oramai da mesi, a un volgare e pericoloso imbarbarimento del dibattito politico e mediatico in materia di sicurezza interna e immigrazione, che ha alimentato l’attitudine di molti a “spararle sempre più grosse”. Si susseguono allarmi su invasioni imminenti ad opera [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #3366ff;">Il Segretario Generale</span></h3>
<h3>EDITORIALE</h3>
<h3>&#8230; A furia di parlare alla pancia del Paese &#8230;..</h3>
<p>Assistiamo, oramai da mesi, a un volgare e pericoloso imbarbarimento del dibattito politico<br />
e mediatico in materia di sicurezza interna e immigrazione, che ha alimentato l’attitudine di molti a<br />
“spararle sempre più grosse”.<br />
Si susseguono allarmi su invasioni imminenti ad opera di migliaia di disperati provenienti<br />
dall’Africa e non solo, e nessuno pare prestare sufficiente attenzione alle cifre fornite dal Ministero<br />
dell’Interno che, invece, segnalano una portentosa inversione di tendenza rispetto al recente passato.<br />
Si alimentano paure e rancori tra i cittadini per biechi interessi di parte.<br />
Ministri, politologi, giornalisti, opinionisti dell’ultima ora e sindacalisti o pseudo tali, si<br />
affannano a parlare alla “pancia del Paese”, quando ci sarebbe bisogno di parlare alla testa e al<br />
cuore di ciascuno di noi.<br />
Si attacca l’intero ordine Giudiziario quando una sentenza non ci è gradita e si parla a ruota<br />
libera, con frasari da trivio e una violenza (al momento solo verbale) di cui non si fa fatica ad<br />
intravedere le degenerazioni.<br />
Si invoca alla rinfusa &#8211; e senza criterio &#8211; una sorta di tolleranza zero, quando basterebbe<br />
dotare le forze di polizia di strumenti idonei, a partire dal Taser, passando per i giubbetti<br />
“sottocamicia” e finendo con le divise operative ancora in distribuzione, solo per fare alcuni esempi<br />
concreti.<br />
Ragionando in “punto di diritto”, poi, andrebbero riviste alcune norme del nostro codice<br />
penale e, per restare all’attualità, del Decreto sicurezza bis.<br />
Noi della FSP Polizia di Stato lo abbiamo fatto. Proponendo modifiche ben ponderate e<br />
armonizzate tra loro, perfettamente attagliate alla grande civiltà giuridica che è propria del nostro<br />
Paese e, ci sia consentito di dirlo, anche efficaci.<br />
In altre parole, quando fuori infuria la tempesta politica e mediatica perfetta, buona solo per<br />
alimentare bassi interessi bottegai, qualche migliaia di like o pochi decimi di share, noi non<br />
abbiamo mai urlato alla luna né abbiamo alimentato il “circo Barnum” delle paure e dell’ipocrisia.<br />
I poliziotti della FSP Polizia di Stato, rispettando appieno il proprio giuramento di fedeltà<br />
alla Repubblica e il mandato sindacale ricevuto dai loro colleghi, hanno continuato ad onorare la<br />
divisa, a proporre le modifiche normative più urgenti e a richiedere gli interventi più immediati per<br />
potenziare la capacità di analisi e di risposta ai bisogni di sicurezza che ci pervengono dai cittadini.<br />
E ci pare significativo che mentre alcuni politici, alcuni rappresentanti del governo ed<br />
opinion leader si abbandonano a chiacchiere da “bar dello sport”, una delle cose più sensate a<br />
proposito dell’efferato omicidio del Brigadiere Mario Cerciello Rega le abbia dette, qualche giorno<br />
fa, un giovane attore comico italiano, figlio di un carabiniere: “Sono figlio di un carabiniere, un<br />
abbraccio immenso a chi soffre. Spero che l’assassino di stanotte sia arrestato, processato in tempi<br />
brevi, che gli sia assicurata una difesa, che venga giudicato secondo la legge, che sconti la sua pena<br />
in un carcere e non in una topaia”.<br />
La nostra scelta, di forma e di sostanza, va proprio in questa direzione, rifugge da un  sindacalismo urlato ad esclusivo appagamento delle pance e ci fa propendere, da sempre, per un<br />
impegno maturo e responsabile, ispirato anzitutto ai sani valori della fatica e del rispetto e nel solco  della nostra più solida tradizione democratica, che fa invece affidamento sulla capacità di sollecitare<br />
“testa e cuore”</p>
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		<title>Grazie dal Segretario Generale</title>
		<link>https://www.fsp-polizia.it/grazie-dal-segretario-generale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[FSP Polizia di Stato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 12:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla segreteria]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[raduno nazionale annuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>GRAZIE A meno di 48 ore dal grande evento che a Maerne di Martellago (VE) ha visto autorevole protagonista il nostro sindacato, ancora una volta portatore con passione ed entusiasmo dei valori universali che ci contraddistinguono come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto e la professionalità, approfitto di queste pagine per ringraziare ciascuno di voi dal [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">GRAZIE</h3>
<p>A meno di 48 ore dal <strong>grande evento</strong> che a Maerne di Martellago (VE) ha visto <strong>autorevole protagonista il nostro sindacato</strong>, ancora una volta portatore con passione ed entusiasmo dei valori universali che ci contraddistinguono come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto e la professionalità, approfitto di queste pagine per ringraziare ciascuno di voi dal profondo del cuore con un abbraccio virtuale.</p>
<p>Voglio <strong>ringraziare</strong> i <strong>tantissimi amici</strong> che, giungendo anche da molto lontano, hanno voluto e potuto esserci, ma anche chi non ha potuto presenziare, eppure con il suo lavoro quotidiano ha contribuito a rendere possibile un’iniziativa di questa portata.<br />
Voglio <strong>ringraziare</strong> gli <strong>ospiti</strong> che ci hanno portato <strong>emozionanti testimonianze</strong> che toccano cuori e coscienze, e le cui parole di stima ci riempiono di orgoglio confermandoci che la bontà del nostro operato ci ha fatto guadagnare il rispetto, l’affetto e la fiducia di tanti.<br />
Voglio <strong>ringraziare</strong> chi ha dato vita alla <strong>poderosa macchina organizzativa</strong> che con uno sforzo senza pari ha reso possibile tutto questo; quei tanti di voi che, lavorando in modo capillare e silenzioso, hanno messo in piedi un grande evento con passione, sacrificio e una cura che è la più grande testimonianza della generosità verso il nostro amato sindacato e verso ciascuno dei colleghi in ogni angolo del paese.</p>
<p><strong>E un pensiero va inoltre a tutti i poliziotti italiani, che fra mille difficoltà organizzative, logistiche, personali, ogni giorno contribuiscono alla sicurezza di questo paese con professionalità e dedizione, e che noi abbiamo l’onore di rappresentare e difendere.</strong></p>
<p>Chiudo con<strong> un pensiero rivolto a chi fa buon sindacato da qualche anno e a chi è nuovo in questo mondo</strong>: momenti come questo sono il miglior modo per rinnovare l’impegno di mettere ogni giorno <strong>il poliziotto al centro del nostro pensare</strong>, sempre e comunque, con la difesa dei diritti e delle legittime aspettative a 360 gradi. Questo è ciò che ci ha amalgamati, ancora una volta a Maerne, in un crescendo di emozioni. Questo è ciò che ci distingue, questo è ciò che ci unisce, questo è ciò che ci consentirà sempre di riconoscerci l’un l’altro, e come parte di un gruppo speciale perché fatto da ciascuno di noi.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-14483 alignright" src="http://www.fsp-polizia.it/wp-content/uploads/2018/12/firma-300x150.png" alt="" width="202" height="101" srcset="https://www.fsp-polizia.it/wp-content/uploads/2018/12/firma-300x150.png 300w, https://www.fsp-polizia.it/wp-content/uploads/2018/12/firma-768x384.png 768w, https://www.fsp-polizia.it/wp-content/uploads/2018/12/firma.png 1024w, https://www.fsp-polizia.it/wp-content/uploads/2018/12/firma-1020x512.png 1020w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fsp-polizia.it/grazie-dal-segretario-generale/">Grazie dal Segretario Generale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fsp-polizia.it">FSP Polizia di Stato</a>.</p>
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