
MARTEDÌ 27 GENNAIO 2026 15.32.57
Fsp Polizia, ‘gli agenti non vanno in servizio per uccidere’
Fsp Polizia, ‘gli agenti non vanno in servizio per uccidere’
‘Basiti dalla contestazione dell’omicidio volontario’
(ANSA) – ROMA, 27 GEN – “Dopo la sparatoria a Rogoredo,finita purtroppo in tragedia con la morte di una persona, siamo a dir poco basiti dalla contestazione dell’omicidio volontario mossa al collega coinvolto, agli albori di un’indagine dovuta ma in cui ancora è tutto da fare. Sembra, in pratica, che si presuma che il poliziotto sia andato in servizio per uccidere e, sinceramente, è un’impostazione a dir poco preoccupante”. Così Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, in merito all’indagine avviata a seguito della sparatoria avvenuta
ieri a Milano.
“Mentre rivolgiamo la nostra solidarietà al collega indagato – aggiunge Mazzetti – ripetiamo che nutriamo massimo rispetto
per la magistratura, con cui collaboriamo lealmente ogni giorno, ma ci pare il minimo ricordare quale sia il fondamento del
servizio prestato da donne e uomini in divisa: difendere legalità e sicurezza, difendere le Istituzioni e le persone, difendere anche l’incolumità propria e dei propri colleghi, ma mai uccidere volontariamente”.

MARTEDÌ 27 GENNAIO 2026 14.44.18
Sparatoria Milano: Fsp Polizia, insopportabile gogna per collega =
Sparatoria Milano: Fsp Polizia, insopportabile gogna per collega =
(AGI) – Roma, 27 gen. – “Dopo la sparatoria a Rogoredo, finita purtroppo in tragedia con la morte di una persona, siamo a dir poco basiti dalla contestazione dell’omicidio volontario mossa al collega coinvolto, agli ‘albori’ di un’indagine dovuta ma in cui ancora e’ tutto da fare. Sembra, in pratica, che si presuma che il poliziotto sia andato in servizio per uccidere e, sinceramente, e’ un’impostazione a dir poco preoccupante”. Ad affermarlo e’ Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato. “Mentre rivolgiamo la nostra solidarieta’ al collega
indagato – continua Mazzetti -, ripetiamo che nutriamo massimo rispetto per la magistratura, con cui collaboriamo lealmente ogni giorno, ma ci pare il minimo ricordare quale sia il fondamento del servizio prestato da donne e uomini in divisa: difendere legalita’ e sicurezza, difendere le istituzioni e le persone, difendere anche l’incolumita’ propria e dei propri colleghi, ma mai uccidere volontariamente”.
“E’ nota a tutti – conclude il leader sindacale – la violenza e l’imprevedibilita’ dei soggetti con cui i poliziotti hanno a che fare, e’ noto quanto questo lavoro metta a rischio della vita continuamente, ma forse non e’ noto cosa significhi dover assumere in una manciata di secondi decisioni difficilissime mentre e’ in ballo l’incolumita’ altrui e propria. Sono talmente tanti i morti in divisa che piangiamo ancora, mentre altri forse se ne dimenticano dopo funerali di Stato in cui fiumi di lacrime inondano una realta’ spesso ipocrita, che vedere oggi il nostro
collega a Milano messo alla gogna e’ insopportabile”.
“E’ assurdo – sottolinea segretario Fsp Milano, Giuseppe Camardi – percepire una presunzione di colpevolezza verso i coraggiosi
chiamati a fare un lavoro ormai insostenibile, continuamente messi sotto pressione con le sacrosante richieste di sicurezza
che arrivano da ogni angolo del Paese, salvo poi essere ‘scaricati’ e massacrati quando accade qualcosa che ‘va storto’.
Cosi’ non va proprio e, ripetiamo, un lavoro gia’ difficile diventa assolutamente inattuabile”.

MARTEDÌ 27 GENNAIO 2026 13.13.05
Milano: Fsp, su sparatoria Rogoredo dall’atto dovuto all’omicidio volontario e’ preoccupante
Milano: Fsp, su sparatoria Rogoredo dall’atto dovuto all’omicidio volontario e’ preoccupante
Milano, 27 gen – (La4News/Agenzia_Nova) – “Dopo la sparatoria a Rogoredo, finita purtroppo in tragedia con la morte di una persona, siamo a dir poco basiti dalla contestazione dell’omicidio volontario mossa al collega coinvolto, agli ‘albori’ di un’indagine dovuta ma in cui
ancora e’ tutto da fare. Sembra, in pratica, che si presuma che il poliziotto sia andato in servizio per uccidere e, sinceramente, e’ un’impostazione a dir poco preoccupante.
Mentre rivolgiamo la nostra solidarieta’ al collega indagato, ripetiamo che nutriamo massimo rispetto per la magistratura, con cui collaboriamo lealmente ogni giorno, ma ci pare il minimo ricordare quale sia il fondamento del servizio prestato da donne e uomini in divisa: difendere legalita’ e sicurezza, difendere le Istituzioni e le persone, difendere anche l’incolumita’ propria e dei propri colleghi, ma mai uccidere volontariamente”. Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, in merito all’indagine avviata a seguito della sparatoria avvenuta ieri a Milano nel cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo.
“E’ nota a tutti la violenza e l’imprevedibilita’ dei soggetti con cui i poliziotti hanno a che fare, e’ noto quanto questo lavoro metta a rischio della vita continuamente, ma forse non e’ noto cosa significhi dover assumere in una manciata di secondi decisioni difficilissime mentre e’ in ballo l’incolumita’ altrui e propria. Sono talmente tanti i morti in divisa che piangiamo ancora, mentre altri forse se ne dimenticano dopo funerali di Stato in cui fiumi di lacrime inondano una realta’ spesso ipocrita, che vedere oggi il nostro collega a Milano messo alla gogna e’ insopportabile”.
“E’ assurdo – commenta il segretario Fsp Milano, Giuseppe Camardi – percepire una presunzione di colpevolezza verso i coraggiosi chiamati a fare un lavoro ormai insostenibile, continuamente messi sotto pressione con le sacrosante richieste di sicurezza che arrivano da ogni angolo del paese, salvo poi essere ‘scaricati’ e massacrati quando accade qualcosa che ‘va storto’. Cosi’ non va proprio e, ripetiamo, un lavoro gia’ difficile diventa assolutamente inattuabile”.

MARTEDÌ 27 GENNAIO 2026 13.36.46
SPARATORIA MILANO: FSP POLIZIA “DA ATTO DOVUTO A OMICIDIO VOLONTARIO PREOCCUPANTE”
SPARATORIA MILANO: FSP POLIZIA “DA ATTO DOVUTO A OMICIDIO VOLONTARIO PREOCCUPANTE”
MILANO (LA4NEWS/ITALPRESS) – “Dopo la sparatoria a Rogoredo, finita purtroppo in tragedia con la morte di una persona, siamo a dir poco basiti dalla contestazione dell’omicidio volontario mossa al collega coinvolto, agli ‘albori’ di un’indagine dovuta ma in cui ancora è tutto da fare. Sembra, in pratica, che si presuma che il poliziotto sia andato in servizio per uccidere e, sinceramente, è un’impostazione a dir poco preoccupante. Mentre rivolgiamo la nostra solidarietà al collega indagato, ripetiamo che nutriamo massimo rispetto per la magistratura, con cui collaboriamo lealmente ogni giorno, ma ci pare il minimo ricordare quale sia il fondamento del servizio prestato da donne e uomini in divisa: difendere legalità e sicurezza, difendere le Istituzioni e le persone, difendere anche l’incolumità propria e dei propri colleghi, ma mai uccidere volontariamente”. Così Valter Mazzetti, Segretario generale FSP Polizia di Stato, in merito all’indagine avviata a seguito della sparatoria avvenuta ieri a Milano nel cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo. “E’ nota a tutti la violenza e l’imprevedibilità dei soggetti con cui i poliziotti hanno a che fare, è noto quanto questo lavoro metta a rischio della vita continuamente, ma forse non è noto cosa significhi dover assumere in una manciata di secondi decisioni difficilissime mentre è in ballo l’incolumità altrui e propria.
Sono talmente tanti i morti in divisa che piangiamo ancora, mentre altri forse se ne dimenticano dopo funerali di Stato in cui fiumi di lacrime inondano una realtà spesso ipocrita, che vedere oggi il nostro collega a Milano messo alla gogna è insopportabile. “E’ assurdo – gli fa eco il segretario FSP Milano, Giuseppe Camardi – percepire una presunzione di colpevolezza verso i coraggiosi chiamati a fare un lavoro ormai insostenibile, continuamente messi sotto pressione con le sacrosante richieste di sicurezza che arrivano da ogni angolo del paese, salvo poi essere ‘scaricati’ e massacrati quando accade qualcosa che ‘va storto’. Così non va proprio e, ripetiamo, un lavoro già difficile diventa assolutamente inattuabile”.
L’articolo su mantovauno.it
L’articolo su gazzettadimilano.it
L’articolo su ilquotidianoditalia.it









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