Ancora attuale e indispensabile, oggi raccoglie il consenso della Lega e di altri sindacati
La proposta di introdurre nell’ordinamento italiano il delitto di terrorismo di piazza non nasce oggi.
FSP Polizia di Stato la elaborò e la lanciò già nel 2015, all’indomani delle violenze avvenute a Milano durante le manifestazioni contro Expo, quando gruppi organizzati trasformarono il corteo in una giornata di devastazioni, incendi e attacchi contro le Forze dell’ordine.
Da allora la Federazione ha continuato a sostenerla, presentandola nelle sedi politiche e istituzionali, promuovendo raccolte di firme e aggiornandone i contenuti alla luce delle nuove forme di aggressione contro gli operatori.
A distanza di oltre dieci anni, quella proposta torna al centro del dibattito e raccoglie il consenso della Lega e di altre organizzazioni sindacali. Un sostegno che conferma quanto l’iniziativa promossa da FSP fosse lungimirante e quanto sia ancora necessario dotare lo Stato di strumenti specifici per contrastare chi utilizza le manifestazioni come copertura per compiere azioni organizzate e violente.
Manifestare è un diritto, devastare e aggredire no
Il punto di partenza della proposta FSP è sempre stato chiaro: il diritto di manifestare deve essere garantito, ma non può essere confuso con la libertà di devastare le città, incendiare mezzi e strutture, assaltare le Forze dell’ordine e mettere in pericolo cittadini e manifestanti pacifici.
Quando gruppi organizzati partecipano ai cortei con il volto coperto, muniti di pietre, spranghe, bombe carta, molotov e altri strumenti offensivi, non siamo più davanti alla degenerazione occasionale di una protesta. Siamo di fronte a condotte pianificate, dirette contro lo Stato e contro chi è chiamato a rappresentarlo e difenderlo nelle piazze.
Per questo FSP propose l’introduzione nel Codice penale di una fattispecie autonoma, capace di colpire non soltanto chi commette materialmente le aggressioni, ma anche chi le organizza, le istiga e le favorisce.
Cosa prevede la proposta FSP
Il progetto elaborato da FSP prevede pene specifiche per chi, durante una manifestazione pubblica, provoca sofferenze fisiche o psichiche, lesioni o altri gravi danni a un pubblico ufficiale impegnato nei servizi di ordine e sicurezza pubblica.
La proposta contempla inoltre:
- un aggravamento delle pene quando i fatti avvengono durante manifestazioni vietate, non preavvisate o svolte violando le prescrizioni dell’Autorità di pubblica sicurezza;
- il reato di istigazione a commettere terrorismo tramite la piazza;
- pene più severe in caso di lesioni gravi, gravissime o morte;
- la possibilità dell’arresto differito, attraverso l’identificazione dei responsabili mediante immagini, filmati e altri elementi oggettivi.
Nel luglio 2016 il progetto arrivò anche in Parlamento attraverso il disegno di legge S. 2479, presentato al Senato durante la XVII Legislatura.
Dal terrorismo di piazza alla tutela fisica degli operatori
Negli anni FSP ha ampliato e aggiornato la propria iniziativa, inserendo il contrasto al terrorismo di piazza in una proposta più complessiva riguardante l’ordine pubblico, il controllo del territorio e la tutela dell’incolumità fisica degli operatori.
Uno dei punti centrali è l’introduzione di un effettivo obbligo di distanza dagli appartenenti alle Forze dell’ordine impegnati nei servizi. Il principio è semplice: chi manifesta nel rispetto delle regole deve poterlo fare liberamente, ma nessuno deve poter arrivare a contatto fisico con i poliziotti, spingerli, accerchiarli o aggredirli.
La necessità di questo intervento è emersa con particolare evidenza durante gli scontri avvenuti nel giugno 2024 al parco Don Bosco di Bologna, dove otto appartenenti al Reparto Mobile rimasero feriti. In quella circostanza FSP denunciò anche le difficoltà operative del contenimento con gli scudi di fronte a folle ostili, numerose e aggressive.
Non è accettabile continuare a mandare i poliziotti nelle piazze a subire il contatto e la violenza, per poi limitarsi a ringraziarli quando il servizio è terminato e si contano i feriti.
Un impegno portato avanti negli anni
FSP non si è limitata a formulare la proposta, ma l’ha sostenuta nel tempo attraverso incontri istituzionali, iniziative territoriali e raccolte di firme.
Il progetto è stato presentato al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e illustrato dal Segretario Generale Valter Mazzetti anche a Matteo Salvini. A Roma e in altre realtà territoriali sono state organizzate iniziative per sensibilizzare cittadini, istituzioni e mondo politico.
Nel corso degli anni FSP ha continuato a rilanciare la proposta dopo ogni grave episodio di guerriglia urbana e di aggressione agli operatori.
Nel 2019, dopo la scarcerazione di undici anarchici arrestati per i disordini avvenuti a Torino durante il corteo contro lo sgombero dell’Asilo di via Alessandria, FSP denunciò ancora una volta l’insufficienza degli strumenti disponibili.
I colleghi avevano lavorato per oltre venti ore, affrontando devastazioni e attacchi diretti. La successiva liberazione degli arrestati, sottoposti al solo obbligo di firma, venne indicata come l’ennesima dimostrazione di un sistema incapace di fornire una risposta proporzionata alla gravità delle condotte.
La proposta raccolta da Molteni e Ostellari
Un passaggio particolarmente significativo si è avuto il 31 maggio 2024, durante il convegno organizzato da FSP presso il Reparto Mobile di Padova.
La proposta di legge in materia di ordine pubblico e tutela dell’incolumità fisica degli operatori venne presentata alla presenza del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, con un videomessaggio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Molteni definì le proposte FSP intelligenti e utili, sottolineando l’attenzione del Governo e la loro coerenza con il percorso del pacchetto sicurezza.
Ostellari espresse condivisione per le motivazioni e i contenuti, assumendo l’impegno di approfondire la proposta e valutarne l’inserimento nel lavoro legislativo diretto a rafforzare la tutela degli operatori delle Forze dell’ordine.
Non si trattò quindi di una semplice dichiarazione di solidarietà, ma del riconoscimento politico e istituzionale di un’elaborazione che FSP portava avanti da anni.
Una proposta lungimirante che oggi trova nuovi consensi
Oggi il terrorismo di piazza è tornato nell’agenda politica e sindacale. La Lega e altre organizzazioni hanno manifestato il proprio consenso verso una misura che FSP sostiene dal 2015.
Non si tratta di rivendicare una primogenitura fine a se stessa, ma di ricordare che questa Federazione aveva individuato con largo anticipo un problema destinato a diventare sempre più grave.
Le ripetute aggressioni contro gli operatori, l’organizzazione degli assalti, l’utilizzo sistematico di strumenti offensivi e la capacità dei gruppi violenti di spostarsi da una manifestazione all’altra dimostrano che gli strumenti ordinari non sono più sufficienti.
FSP ha rilanciato la propria proposta dopo gli scontri di Torino, Milano, Bologna e Chiomonte e, il 2 febbraio 2026, nel giorno dedicato al ricordo dell’ispettore Filippo Raciti, vittima della violenza esplosa in occasione di un evento sportivo.
Oggi altri soggetti politici e sindacali condividono la necessità di intervenire. È un fatto positivo, perché la tutela degli operatori non dovrebbe appartenere a una sola sigla o a una sola parte politica.
È però altrettanto giusto ricordare il percorso compiuto da FSP, che per oltre dieci anni ha continuato a chiedere norme chiare, pene adeguate, protocolli operativi certi e il divieto di contatto fisico con gli operatori.
Le dichiarazioni di solidarietà successive agli scontri non bastano. Servono strumenti investigativi, cautelari e sanzionatori realmente efficaci, capaci di prevenire le aggressioni e punire adeguatamente chi trasforma le manifestazioni in azioni organizzate contro lo Stato.
La proposta FSP resta dunque attuale e indispensabile: garantire il diritto di manifestare, tutelare cittadini e manifestanti pacifici e impedire che gli appartenenti alle Forze dell’ordine siano trattati come bersagli nelle piazze.
La proposta FSP e gli approfondimenti
- La proposta di legge per introdurre il delitto di terrorismo tramite la piazza
- Manifestazioni, il reato di terrorismo di piazza per fermare i violenti
- Valter Mazzetti incontra Matteo Salvini sulla proposta di legge
- La proposta presentata al presidente della Regione Veneto Luca Zaia
- Roma, proposta di legge e raccolta firme sul terrorismo di piazza
- No agli identificativi, si introduca il delitto di terrorismo di piazza
- Scarcerati gli anarchici arrestati a Torino: introdurre il reato di terrorismo di piazza
- Ostellari e Molteni raccolgono la proposta di legge FSP
- Bologna, gestione delle folle ostili e obbligo della distanza
- La proposta rilanciata nel giorno del ricordo dell’ispettore Raciti
- Askatasuna, tutto come da copione (comunicato stampa)
- No tav assolti, ma le violenze ci furono (comunicato stampa)












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